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Vie Di Fuga

Le opere di Gianni Cagnoni esposte in questa sua personale ci rimandano ad un’idea di bellezza quasi completamente ignorata, sottovalutata nel mondo occidentale, dove siamo abituati a farci affascinare da tutto ciò che, anche solo superficialmente, è proporzionato, liscio, senza difetti; siamo soliti considerare bello qualcosa che colga immediatamente l’attenzione e non possegga caratteristiche che disturbino la nostra concezione ideale di perfezione, armonia, ordine; siamo abituati a conservare ciò che è bello in una vetrina o su un piedistallo, affinché resti immobile, incorruttibile, sempre uguale.
Il fascino delle opere di Gianni Cagnoni, invece, sta proprio in questo suo essere una forza trattenuta, una bellezza nascosta, velata, non sfacciata ma da
scoprire, da intravedere a poco a poco, da apprezzare in ogni suo aspetto, su cui soffermarsi per lungo tempo anche se basta un attimo per intuirla.
Seguendo le linee
di fuga che possono essere tracciate su queste tele sarà possibile addentrarsi in mondi sconosciuti, riflettendo sulla fragilità dei presunti equilibri sui quali ciascuno fonda la
propria esistenza.
Occorre ricordare che la fuga, è strettamente correlata all’inquietudine, alla fuga dalla realtà, dal fluire della vita quotidiana a tratti stimolante a tratti opaca, al fine di immergersi in nuovi contesti da assaporare. L’uomo ha
inventato anche altre vie di fuga: quelle dolorose che trovano la loro causa nei disturbi mentali, quelle spirituali, quelle che offrono la scienza e le arti fra le quali la pittura e la
poesia.
 
Gost, Mista, 2018 cm. 40x40

Sand, mista, 2017, cm. 37x42

 

 

Vie di fuga n. 36

mista su carta cm 30x40

anno 2018

 

 Vie di fuga n. 35

mista su carta cm 40x50

anno 2018

Vie di fuga n. 34

mista su carta cm 40x30

anno 2018