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Il Gazzettino - Rovigo 23/05/2013 Elisabetta Zanchetta
Mario Converio e la leggerezza del ferro
Galleria d'Arte Il Melone
 
(E.Z.) Così pesante, così leggero,. L'arte di Mario Converio sta nel rendere apparentemente senza peso il ferro, materia prima che lavora, plasma, fino a farla diventare emozione. La sua mostra sarà ospitata alla Galleria Il Melone Arte Contemporanea di Via Oberdan da sabato (inaugurazione alle 18.30) al 29 giugno, aperta dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30. Mario Converio si dedica da oltre trent'anni alla lavorazione del ferro e del rame, ottenendo premi in tutto il mondo per le proprie opere. Ha partecipato a numerosi campionati del mondo di ferro battuto, a concorsi e manifestazioni. L'artista scopre l'amore per la scultura sin da giovane e frequenta dei corsi per imparare le diverse tecniche artistiche. Si forma grazie all'esperienza imparando a plasmare l'argilla e la sabbia, a scolpire la pietra e il legno, e a lavorare il vetro. Il ferro, che Converio predilige, è duttile e chimicamente sensibile; reagisce per azione combinata di aria ed acqua ossidandosi e acquistando diverse cromie e porosità. La manualità e la notevole forza fisica usando incudine e martello creano figure mitologiche dai corpi suadenti ed eterei soggetti sacri, animali a caccia di prede, colorati grazie al sapiente uso combinato di acidi e vernici.
 
 
 
La Voce Nuova di Rovigo 06/01/2013 Maria Chiara Pavani
Due continenti in mostra al Melone
Alla collettiva, opere di quattro artisti: una lettone, un argentino e due italiani
 
ROVIGO - Il Melone, la galleria d’arte contemporanea di Rovigo che si propone di diffondere principalmente le opere di giovani artisti non ancora noti nel panorama internazionale, ma con esperienze espositive interessanti, ha inaugurato recentemente nei suoi spazi espositivi la mostra Neuro-net. Si tratta di una collettiva costituita da quattro artisti, provenienti da Paesi diversi: Lianella Balabina, lettone, Maximiliano Czertok, argentino, Marco Minozzi e Cristiano Mattia Ricci, italiani, il primo di Firenze, il secondo di Milano. Il titolo Neuro-net ha inteso sottolineare connessione e l’intreccio cerebrale che lega le opere di questi artisti, diverse tra loro, ma accomunate da “una forte carica espressiva, sprigionata da un’intensa spinta creativa ed emozionale”. Lianella Balabina, docente di pittura e storia dell’arte, inizia ad esporre nel 2000, con personali e collettive in Lettonia e Bielorussia, l’esordio in Italia avviene con la presente rassegna. Tra le opere di questa pittrice, colpisce un olio su tela di grandi dimensioni, “L’indipendenza”, 2008, dal forte impatto emotivo, in cui la forza della natura e la libertà selvaggia sono rappresentate dalla corsa sfrenata di uomini e cavalli in fuga da un destino oscuro. L’artista, che riprende soggetti classici e mitologici, rivisitati in chiave contemporanea, si distingue per il segno e il tratto deciso e le tonalità intense contrastanti. Maximiliano Czertok, nato a Buenos Aires, opera in Italia e a Los Angeles, inizia la carriera artistica nel 2000 come video-artista e regista di performance teatrali e cinematografiche, esponendo a Roma, Parigi e Los Angeles, quindi, passa ad esprimersi nella pittura, considerata una sorta di purificazione e rigenerazione dell’angoscia esistenziale. Tra i suoi dipinti, acrilici su cartone, si segnala “Empty”, 2012, un uomo abbandonato nel suo giaciglio: il deserto di un’esistenza. Marco Minozzi, romano, vive e lavora a Firenze. Amante delle opere vedutiste, attualmente si misura con una nuova forma espressiva, fondendo le esperienze passate in una visione nuova e originale. Infine, ultimo protagonista dell’esposizione, Cristiano Mattia Ricci, di cesena, vive e opera a Milano, dove si laurea in architettura. Nel 2000, si cimenta nelle diverse forme di espressione artistica, arti visive, letteratura e musica, mentre nel 2003, si fa più consapevole la scelta della pittura. Le sue opere sono caratterizzate da soggetti surreali, figura ancestrali, colori forti e linee marcate, che ricordano il ritmo musicale. La collettiva sarà visibile fino al 26 gennaio, col seguente orario: da martedì a sabato, dalle 10 alle 13, e dalle 16.30 alle 19.30.
 
 
 
Il Gazzettino - Rovigo 15/12/2012 Elisabetta Zanchetta
Al Melone" Neuro-net" con 4 artisti

 
(E.Z.) Quattro artisti diversi, per stile e nazionalità, accomunati da una forte carica espressiva e da una intensa spinta creativa. Insolita e accattivante la nuova proposta espositiva della Galleria Il Melone Arte Contmporanea di Via Oberdan 31, che oggi, alle 18, inaugurerà una nuova mostra. L' evento dal titolo "Neuro-net" , presenta le opere di quattro artisti: Lianella Balabina (Lettonia), che reinventa in chiave contemporanea soggetti classici, Maximilliano Czertok (Argentina), che considera la pittura una catarsi dell'ansia per il futuro, Marco Minozzi (Italia-Firenze), propone la ricerca di un paesaggio dell'anima, Cristiano Mattia Ricci (Italia-Milano), punta su elementi surreali e figure grottesche e ancestrali, linee e segni che sembrano dipinti a ritmo di musica. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 26 gennaio, dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30.
 
 
 
il Resto del Carlino 08/12/2012 
Quattro artisti per Neuro-net
Pittura al Melone
 
La galleria Il Melone Arte Contemporanea inaugurerà presso i suoi spazi espositivi sabato 15 dicembre dalle ore 18, la mostra collettiva "Neuro-net". I protagonisti sono quattro artisti di diverse nazionalità accuratamente selezionati. Con il titolo Neuro-net è stato posto l'accento sulla connessione che può essere creata fra i lavori di questi artisti a prima vista molto diversi tra loro, ma che sono in effetti accomunati da una forte carica espressiva e da una intensa spinta creativa. Gli artisti sono: Lianella Balabina (Lettonia), Maximiliano Czertok (Argentina), Marco Minozzi (Italia-Firenze, Cristiano Mattia Ricci (Italia-Milano).
 
 
 
La Voce Nuova di Rovigo 22/10/2012 Maria Chiara Pavani
I ritratti di Brani nelle "quinte" del quadro
La personale "Dove sei?" del pittore emiliano inaugurata sabato scorso al Melone
 
ROVIGO - Accesi cromatismi, empatia e rispetto dei sentimenti sono i tratti distintivi della personale di pittura “Dove sei?” dell’emiliano Massimo Brani, inaugurata, sabato scorso, alla galleria d’arte contemporanea Il Melone di Rovigo. Brani, che vive ed opera a Carpi, ha imparato l’arte pittorica dal maestro Romolo Fontana, noto pittore modenese. Di carattere introverso, dipinge da sempre, ma il suo talento artistico si rivela solo nel 2000, quando inizia la sua carriera esponendo in collettive e personali, ospitate, tra l’altro, alla galleria Metamorfosi di Reggio Emilia, nel 2007, e alla galleria Vista di Roma, nel 2010. “Di solito, scelgo un tema che mi interessa - ha detto l’artista - e, dopo essermi documentato, lo sviluppo e lo interpreto attraverso un intenso cromatismo, che è il punto focale della mia produzione. I miei sono soggetti concreti, reali, della nostra contemporaneità - ha proseguito - anche se, per me, dipingere rimane un atto di fedeltà nei confronti di un sentimento intimo”. La mostra, una quarantina di opere, la maggior parte oli su tela, contempla quattro livelli: le serie Tango, Africa, Femminilità e Musica, la più recente, abbracciando un arco di tempo dal 2000 al 2012. Quello che accomuna tutte le opere e che costituisce la modernità dell’artista è la particolare scelta dei colori, l’accostare tonalità acide come il verde, con tinte calde, quali l’arancione e il rosso; il bianco col nero; il giallo col grigio. La sua pittura, di stampo ritrattistico, che trae ispirazione dalla fotografia e dal cinema, si basa su un buon disegno preparatorio ed è, altresì, arricchita dall’elemento fantasioso della doppia cornice o della quinta teatrale. “Massimo Brani - ha spiegato la critica d’arte Irene Gianello - nella sezione Femminilità, è attratto dal dato erotico, ritraendo le rotondità femminili, che descrivono ogni parte del corpo, i piedi, le cosce, i seni, le ciglia e gli occhi, mentre la forma si fa strada ed esce dalla linea di contorno (La lezione di nuoto; Eos in attesa di Cefalo). Intensa è poi la produzione di Tango - ha continuato - dove la pittura, partita da cromatismi dai colori accesi, è diventata più rarefatta e la linea, più emozionale, appare, a tratti, schiumosa. Quello dell’autore, in questa serie - ha concluso la Gianello - è un lavoro sofisticato che prevede un cambio di tonalità e contorni, ma la disciplina è un pretesto per esprimere l’empatia dell’artista e il suo incedere rispettoso nei sentimenti descritti (Sto qui ci sono e faccio la mia parte, bianca nella mia mente apro una vela)”. Affascinante e coinvolgente è poi la serie di tele sull’Africa, dove colpisce l’aspetto contemporaneo dei soggetti ritratti, inserito in un contesto selvaggio e primitivo, in cui ancora dominante è la forte interpretazione tonale dell’autore (La terra; Le tre amiche). Infine, nella produzione Musica, in cui la poesia si affianca, a volte, a tratti surreali, si impone l’opera Immagini dal pianoforte, dove un’inedita ballerina classica, sprigionata dalla forza della musica, si libra in volo, liberando la sua straordinaria vitalità, oppure colpisce Dove sei? La tela emblema della rassegna, che evidenzia una autentica “tonalità del dolore”, nel pallore del volto e della figura e nel singolare impasto di colore dello sfondo, che rivela una “straordinaria sedimentazione di ricerca delle emozioni”.
 
 
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