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La Voce Nuova di Rovogo 13/12/2016 Maria Chiara Pavani
Zanetti e "La vita addosso"
Quaranta dipinti emozionanti
 
Rovigo – Dopo un periodo di pausa, Il Melone torna ad accogliere gli artisti nella Galleria d’arte contemporanea. Massimo Zanetti ha proposto la personale “La Vita addosso” . Il classe 1959, funzionario del Ministero dell’Economia e Finanza, dipinge dall’adolescenza, ma ha deciso di dedicare la sua prima grande personale alla nostra città perché il soggetto delle sue opere è, perlopiù, l’elemento liquido, e Rovigo è capoluogo di una terra tra due fiumi, come ha spiegato Diego Lo Dico, nella sua presentazione. La mostra è formata da quaranta dipinti di grandi dimensioni ad olio o tecnica mista, impreziosisce gli spazi espositivi della galleria, catturando l’attenzione dei visitatori per i suggestivi soggetti dedicati al paesaggio o a particolari stati d’animo. Quella di Zanetti è infatti una pittura improntata sul colore e “sospesa fra naturalismo e astrazione, dove prevale la deformazione di alcuni aspetti della realtà, così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi “, come nota Cristina Boaretto nel catalogo che correda la rassegna. Più della realtà il pittore traspone sulla tela le sensazioni e le emozioni che quelle visioni gli sanno trasmettere e che egli esprime attraverso il pigmento. L’artista utilizza i colori puri e li accosta con straordinaria energia plastica in larghe campiture. Propone un’arte che si distende in ampie stesure cromatiche e ci invita a viaggiare e a trasferirci in luoghi affascinanti, come testimoniano i quadri “Laguna di notte”, dalle larghe pennellate bluastre, illuminate da sfumature turchine e aranciate. E ancora “Riflessi sul lago”, in cui una distesa d’acqua scura è rischiarata dal verde smeraldo della vegetazione e delle colature, l’arte di Zanetti non rinuncia alla speranza. Ma non poteva mancare “Riva del Po”, una bella tela in cui la trasparenza dell’acqua, in cui specchiano le case stilizzate, è garantita dai toni del verde, mentre la riva è color della terra. La rassegna sarà visitabile fino a sabato 31 dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle 10,30 alle 12,30 e dalla 17,00 alle 19,00. M.C.P.
 
 
 
Ventaglio 90 07/12/2016 Lauretta Vignaga
Massimo Zanetti, la pittura come emozione

 
7 dicembre 2016 Lauretta Vignaga Rovigo, Veneto – “Quando sono davanti alla tela non ho mai un’idea o un progetto preciso. Comincio a stendere un colore, per preparare la base e, un po’ alla volta, nella mente cominciano ad affiorare immagini, luci, colori visti anche solo per pochi attimi. Scelgo un altro colore e lo stendo con pennellate larghe sopra il primo, procedo senza fretta lasciando che siano le emozioni a guidarmi”. Massimo Zanetti, pittore informale, attualmente ospite della galleria ‘Il Melone Arte contemporanea’, in via Oberdan a Rovigo, racconta così l’incipit della sua creatività. Immagini fissate nella memoria che fluiscono dai ricordi delle sensazioni provate, dal piacere o stupore che hanno generato. La mano reagisce muovendosi sulla tela, aggiungendo o togliendo porzioni di colore, rendendole più intense, cambiando la direzione della pennellata. Successive stratificazioni, di altri materiali e ulteriori ripassi di tonalità creano effetti che all’osservatore ricordano paesaggi e lagune, distese d’acqua di mare e di fiume, l’illusione di spazi innevati, da cui emergono porzioni di blu e di verde. Tracce di rosso che raccontano il fuoco dei vulcani. Una quarantina le opere che Massimo Zanetti offre agli appassionati d’arte rodigini; alcune di grandi dimensioni. In tutte il carattere che si impone è l’uso del colore: materia densa e concreta che si sovrappone ad altro colore rendendo scabre le superfici. Sovente, l’aggiunta di malte e colle movimenta l’intero spazio conferendo all’opera carattere tridimensionale. Altrove è la gamma delle tonalità di verde o di azzurro a creare illusioni. Pennellate grosse che ricoprono gli strati di materia già stesi, piccoli tocchi di tonalità contrastante, sparsi qua e là suggeriscono corpo e profondità. E ciò che non ha forma diventa suggestione, illusione di prati fioriti e lagune che si increspano al soffio del vento. Nel gioco della sovrapposizione, l’intuizione vincente è l’imperfezione. Tracciati orizzontali e verticali che si sovrappongono o intersecano lasciando fessure e piccoli spazi da cui emerge quello che c’è sotto; il ‘prima’, che si mescola con l’adesso, in attesa di scoprire come sarà il ‘poi’. Quello che si coglie, ma non si vede, sono ricordi – sensazioni di luoghi e cose, paesaggi vissuti, luci e ombre percepiti come reali dall’artista, che si riverberano nella sensibilità degli osservatori suscitandone l’apprezzamento. Inaugurata il 3 dicembre scorso e introdotta da Dario Lo Dico, la personale di Massimo Zanella, intitolata ‘La vita addosso’, si può visitare fino alla metà di gennaio 2017, dal martedì al sabato, con orario 11 – 13 e 16.30 – 19.30. Nato a Piove di Sacco (Padova), nel 1960, Zanetti inizia la sua sperimetazione pittorica una quindicina di anni fa. Come autodidatta, segue le tecniche classiche e, nel contempo, porta avanti una ricerca continua sull’uso e la resa di materiali quali: stucco, colla, malte che, mescolati fra loro, conferiscono caratteri del tutto personali alla sua produzione. Lauretta Vignaga
 
 
 
Il Gazzettino Rovigo 29/11/2016 Elisabetta Zanchetta
"La vita addosso" di Massimo Zanetti da sabato alla Galleria "il Melone"

 
(E. Zan.) Sabato dalle 17,30, La Galleria Il Melone arte contemporanea di Via Oberdan a Rovigo inaugurerà la mostra personale di Massimo Zanetti “La vita addosso” . L’artista di Piove di Sacco nato nel 1960, si accosta alla pittura da autodidatta sperimentando le tecniche classiche ma anche portando avanti un incessante ricerca che lo condurrà ad impiegare nuovi materiali con stucchi, colle, malte che mischiate daranno un ‘impronta personale ai suoi lavori. Zanetti , nel 1999 ha vinto il 1° Premio della Critica ad un Concorso di pittura organizzato dal Comune di Brugine (PD). Al Melone sarà presentato da Cristina Boaretto.
 
 
 
La Voce Nuova di Rovogo 26/11/2016 
Zanetti e "La vita addosso"
La mostra sarà inaugurata sabato alla Galleria"Il Melone"
 
Rovigo – Sabato 03 dicembre dalle 17,30 la galleria “Il Melone “ arte contemporanea inaugurerà i suoi spazi espositivi in Rovigo, Via Oberdan, la mostra personale di Massimo Zanetti denominata “ la vita addosso”. “Per sfuggire al mondo non c’è niente di più sicuro dell’arte e niente è meglio dell’arte per tenersi in contatto del mondo” diceva Johann Wolfand Goethe. Massimo Zanetti, artista padovano (originario di Piove di Sacco, classe ’60, 15 anni fa si accosta alla pittura da autodidatta. Sperimenta le tecniche classiche ma anche anno dopo anno, porta avanti un’incessante ricerca che lo condurrà ad impiegare nuovi materiali con stucchi, colle e malte. Mischiate fra loro daranno un’impronta assolutamente personale ai suoi lavori. Ricordi, passioni, paesaggi, alberi, fiumi, ma soprattutto il mare sono gli elementi ricorrenti nei lavori di Zanetti. Scrive di lui Cristina Boaretto: “l’artista è affascinato dalla luce e dall’ombra che ogni giorni si affaccia e penetra nel paesaggio, trasporta sulla tela non tanto (la visibilità) quello che della realtà appare, ma quel invisibilità che solo lui è capace di vedere: le visioni poetiche e le emozioni degli stati d’animo”. Questa è la sua prima mostra personale di pittura a Rovigo nella quale presenta le opere degli ultimi anni. Risultato di un intenso e appassionato lavoro. L’artista si dedica anche alla scrittura. Nel 2013 è uscito il suo primo libro di poesie e il secondo (stagione ribelle) è in corso di stampa. Massimo Zanetti nell’99 ha vinto il primo premio della critica ad un concorso di pittura organizzato a Brugine. L’artista padovano sarà presentato da Cristina Boaretto.
 
 
 
La Voce Nuova di Rovogo 26/11/2014 Maria Chiara Pavani
La mostra che fa boom di afflussi
"Interferenze Cosmiche" è il titolo della bipersonale di Laura Gioso e Fabrizio Molinario
 
Rovigo – grande afflusso di visitatori, sabato pomeriggio, per l’inaugurazione della bi personale di pittura “Interferenze Cosmiche” che si è svolta alla galleria d’arte contemporanea “Il Melone”, di Rovigo. La mostra propone opere di due artisti già noti al nostro pubblico, la rodigina Laura Gioso e il novarese Fabrizio Molinario, che già nel 2010 hanno esposto al Melone. La Gioso, pittrice fin dall’adolescenza, astrattista convinta, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia e Molinario, figurativo polimaterico, attivo dal 2003, sono artisti apprezzati sia a livello nazionale che estero. Riferendosi alle caratteristiche peculiari della pittrice (originale e armoniosa stesura del colore, linee orizzontali e verticali) e del pittore (il figurativo di immediatezza infantile e quello espressionista) il gallerista Gianni Cagnoni, ha presentato gli artisti parlando della neuro estetica, del sottile piacere, cioè, che si prova di fronte ad un quadro che è in sintonia con i nostri meccanismi neuronali di percezione del colore, del movimento e della forma. La mostra che si compone di ben 80 opere, acrilico su tela che vanno dal 2010 al 2014, di grandi e piccole dimensioni, intende rappresentare la società di oggi, il cui sistema di vita è fondato più sull’apparire che sull’essere, dominata com’è dal culto sfrenato per le tecnologie digitali, ma anche dalla cura maniacale per il proprio corpo e l’adesione a mode poco edificanti. Emblematico è, a questo riguardo, il trittico “Interferenze Cosmiche” di Laura Gioso che, in uno sfavillio di luci e colori, dal rosso al giallo e al bianco, su uno sfondo blu notte, richiama una tempesta di messaggi, notizie e foto che ci bombardano ogni volta che entriamo in rete. Ma la pittura della Gioso è anche connotata da intenso lirismo, da atmosfere serene e ovattate, in cui l’animo riposa e si apre alla speranza. Lo evidenziano le tele in cui le velature del colore sono tenui e delicate, come in “Message : Verde Alba” una veduta marina che è un’autentica sinfonia tonale. Simbolica è anche la serie delle “Stanze” di Molinario, aree delimitate che ci vincolano la vita, come si evince in “Palestrati”, “Sala giochi” e “In mutande”, amara conseguenza del giocatore di video-poker. Ma il momento che stiamo vivendo è difficile e lo vediamo nella serie “Maschere”, gente comune, disperati o donne misteriose, che, nei lineamenti deformati del volto e nei colori accesi, esprimono tutta la loro rabbia e dolore. La rassegna resterà aperta fino al 21 dicembre, da lunedì a venerdì, nel seguente orario: 10.30 – 12.30 e 17 – 19.
 
 
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